Biografia e interviste

slaughter /'slɔːtə(r)/, n. 1 macellazione; mattazione (raro) 2 (fig.) macello; carneficina; massacro; strage: the s. of the innocents, la strage degli innocenti. (*)

L'autrice

Karin Slaughter vive ad Atlanta ma, come i suoi personaggi, è cresciuta in una cittadina del sud della Georgia. C’è solo da augurarsi che la violenza e la perversione che trasudano dalle pagine dei suoi thriller non siano uno specchio fedele della provincia americana.
Slaughter in inglese significa "massacro" e, con un cognome come quello, a parte aprire un mattatoio Karin non avrebbe potuto trovarsi un lavoro più azzeccato. A prima vista il suo aspetto di trentenne o poco più, minuta, dai lineamenti delicati, contrasta con i fiumi di sangue che scorrono nei suoi libri. Ma chi ha avuto occasione di incontrarla sa che la ragazza della porta accanto nasconde un’intelligenza affilata come un rasoio e un talento straordinario per creare trame cruente e vibranti di suspense, tanto da essere stata definita dalla critica "la signora Strage" (Il Sole 24 Ore) e "l’erede di Patricia Cornwell e Kathy Reichs" (Publishers Weekly).
I suoi romanzi, tradotti in venti lingue, sono diventati bestseller mondiali, consacrandola come una delle più acclamate scrittrici di thriller.
La serie che l’ha portata al successo, ambientata nella contea di Grant, è composta, nell’ordine, da: Blindsighted, Tagli (Kisscut), Corpi (A Faint Cold Fear), Indelebile (Indelible), Faithless (per ora inedito in Italia).
Il thriller più recente di Karin Slaughter, Triptych, pubblicato negli USA nel 2006, è un titolo one-shot, indipendente dalla serie di Grant.

Interviste