Lâho completamente inventata, anche se devo ammettere che è un amalgama delle piccole città della mia infanzia. Sono cresciuta nel sud della Georgia, in una città universitaria molto simile a Grant, perciò conosco i tipi di persone che si possono incontrare in una comunità del genere. La città è inventata perché volevo evitare che i lettori mi scrivessero: «Non si può girare a sinistra in Main Street!», ma ovviamente continuo a ricevere lettere di questo tono. Qualcuno mi ha addirittura scritto per dirmi che ho indicato la statale sbagliata per andare da Atlanta alla contea di Grant!
Puoi iniziare la serie dal libro che vuoi. Io sono una pignola, perciò è nella mia natura di lettrice voler cominciare dallâinizio, ma potresti tranquillamente partire da
Indelebile, che è in gran parte ambientato nel passato, e poi tornare a
Blindsighted, o a qualsiasi altro, in realtà .
Adoro Mary Higgins Clark ed è risaputo che ho apprezzato anche un paio di libri di Janet Evanovich, ma nelle mie storie voglio mostrare la violenza per quello che è. Fino a qualche tempo fa si riteneva che una donna non dovesse parlare di delitti, anche se siamo quasi sempre noi le vittime. Credo sia arrivato il momento di cominciare a parlare degli stupri e delle violenze contro le donne. Quando ero ancora una ragazzina, nella narrativa questi argomenti erano territori per soli maschi e trovo incoraggiante che scrittrici come Mo Hayder e Denise Mina abbiano iniziato un discorso sugli abusi e le aggressioni sessuali. Non voglio dire che gli uomini non sappiano scrivere su questi temi, solo che le donne lo fanno da un punto di vista diverso.
à una domanda che mi sorprende sempre, perché nessuno rimprovera mai a Jeffrey di essere sboccato. Non si possono usare due pesi e due misure, e in questo senso si può capire perché Lena sia arrabbiata. Il suo linguaggio nasce da un tentativo di adattarsi al suo lavoro: per molto tempo è stata lâunica donna in un corpo di polizia di soli uomini. Come molte donne in un posto di lavoro impregnato di testosterone, ha adottato quel linguaggio per sembrare uguale ai maschi. Per quel che mi riguarda, non credo ci sia niente di male se le donne decidono di esprimersi come cavolo vogliono.
à un poâ come chiedere ai genitori qual è il loro figlio prediletto. Per i miei genitori è stato facile (ero io!), ma quando mi chiedono di scegliere tra i miei personaggi, la risposta dipende da quale ho in mente in quel momento o su chi sto scrivendo. Lena è la più stimolante, fino a questo punto, ma adoro Sara per la sua determinazione e la sua intelligenza. Jeffrey mi sorprende sempre. Sarò diplomatica e dirò che voglio bene a tutti.
Ancora una volta, è difficile a dirsi. Di solito è quello a cui non sto ancora lavorando.
Quello che mi ha creato più difficoltà è stato
Tagli, perché affronta un argomento sinistro. Ho dovuto fare molta attenzione a mostrare lo stretto necessario per dare unâidea al lettore di quello che stava succedendo, ma non al punto di infastidirlo o â peggio ancora â solleticarlo. Non è stato facile, ma credo di esserci riuscita. Credo anche di aver messo in luce un aspetto della vita di cui si parla raramente, benché sia sempre esistito.
Non direi. Nella serie ci sono molti uomini che vengono mutilati o uccisi e molte donne che si rivelano degli individui orribili. Credo di essermi concentrata sulle donne vittime perché è questo che si aspetta la gente. Non a caso, i delitti descritti nei thriller sono solitamente delitti perpetrati contro le donne. Quello che io cerco di fare è di usare la violenza per parlare di questo preciso tipo di violenza e del perché esista. Forse, se la capiamo, possiamo contribuire a prevenirla.
Vorrei saperlo anchâio! Le storie prendono forma nella mia mente per un certo periodo di tempo, e prima di rendermene conto mi ritrovo davanti al computer a scrivere. Più che altro mi capita di pensare a un delitto e di domandarmi come reagiranno Sara, Jeffrey e Lena. Mi interessa anche vedere come reagirà la città . Per me è molto importante che la contea di Grant appaia nella storia come un quarto narratore. Ci sono molti altri personaggi ricorrenti, così, per esempio, quando in
Indelebile ti trovi davanti il vecchio Burgess, sai esattamente chi è e conosci parte della sua storia. Secondo me questa è la cosa più bella in una serie. I personaggi secondari arricchiscono il tessuto della storia.
Purtroppo non sono molto disciplinata. Sono il classico tipo di scrittore che âscappa in montagna e scrive fino a collassareâ. Vorrei essere più sistematica, ma per ora funziona così, e chi sono io per giudicare?
Dipende dallâargomento e dalle ricerche che devo fare. Direi che in media lâintera stesura porta via dai dieci ai dodici mesi. A volte è più spedita, a volte più lenta. Non voglio trovarmi nella condizione di fare tutto in fretta e furia, e per fortuna i miei editori sono molto pazienti.
Ho un amico poliziotto che mi spiega come funzionano le procedure, e un dottore gentile e di bellâaspetto che mi fornisce i dettagli clinici. In sostanza, succede che arrivo a un certo punto della trama e mando a uno dei due una e-mail chiedendo: «Senti, secondo te va bene se Lena indossa scarpe da ginnastica?» (le donne dei polizieschi televisivi corrono sempre su tacchi di dodici centimetri). Oppure: «Sara può aprire la pancia a questa persona senza farla morire?».
Leggo anche molti libri di medicina e manuali di polizia. Credo che lo farei anche se non scrivessi thriller, perché li trovo davvero interessanti. Direi che da ogni libro o relazione che leggo, o da ogni ora di ricerca, ricavo al massimo un paio di righe per il romanzo.
Anche se trovo un poâ limitanti le due alternative, ebbene sì, ho commesso un errore. Probabilmente ne ho commessi molti altri di cui non mi sono neppure accorta. Le mie sono storie di finzione, il che significa che procedo per invenzione. Mi dispiace che lâerrore ti abbia distratto dalla storia ma, credimi, faccio del mio meglio per descrivere tutto nel modo più accurato possibile. Le edizioni successive di
Tagli sono state corrette.
Detto tra parentesi, una volta ho partecipato a una tavola rotonda di scrittori in cui era presente anche un autore che era stato uno dei maggiori esperti di armi da fuoco nellâFBI, e ha confessato di aver commesso errori pure lui nei suoi romanzi.
Per favore, non mandatemi manoscritti. Il mio editore e il mio agente mi hanno chiesto di non leggerli e io devo rispettare il divieto. Di questi tempi, con le accuse di plagio che imperversano, sono costretta a tutelarmi.
No. Fondamentalmente, sono la Slaugher più famosa che io conosca, a meno di non prendere in considerazione un mio prozio ricercato dagli agenti del fisco per contrabbando di alcolici.
Ho appena terminato tutta lâopera di Kate Atkinson e ho trovato fantastico Case Histories. Ladra di Sarah Waters è uno dei miei preferiti. Pig Island di Mo Hayder è favoloso. Poi ci sono Peter Robinson, Fidelis Morgan, Mark Billingham, Lee Child, Lynda LaPlante⦠E lâelenco potrebbe continuare. Leggo anche molti libri che non rientrano nel genere thriller. Credo che Kathryn Harrison abbia scritto il Grande Romanzo Americano già tre volte, ormai. Margaret Atwood e John Irving sono invidiabili perché sanno scrivere in tanti stili diversi. Mi piacciono anche Neil Gaiman e Kelley Armstrong. In sostanza, se una storia è scritta bene, con personaggi solidi e una vera trama, mi piace.
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